Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Materialismo Dialettico

Ancora su materialismo ed idealismo in campo filosofico e/o morale

Voglio tornare sulla confusione che i reazionari fanno appositamente tra materialismo filosofico e materialismo morale, tra idealismo filosofico ed idealismo morale. Questa tattica usata contro i progressisti è vecchissima, risale al diciannovesimo secolo, ed ha il solo scopo di far si che noi materialisti(in campo filosofico) veniamo percepiti come dei mostri privi di sentimento ed umanità. Ma la realtà cosa ci dice? E' davvero così? Davvero i materialisti(in campo filosofico) pensano solo ai beni materiali e disprezzano l'umanità e lo sviluppo spirituale? Davvero invece gli idealisti (in campo filosofico) hanno scarso interesse per i beni materiali, propri ed altrui, ed a ciò affiancano una maggiore sensibilità umana? Abbiamo il caso di Cuba e degli USA e la loro ultradecennale lotta, i primi per sopravvivere, i secondi per appropriarsi di ciò che è dei primi, della loro Patria. Cuba è una nazione governata da un governo comunista, quindi materialista in campo filosofico, ma ...

Riguardo un intervista a Federico Faggin sul materialismo

  Il materialismo dialettico non afferma che gli uomini siano macchine, ma che sviluppano il corpo, lo spirito, la loro interazione col resto della società, secondo delle leggi di sviluppo che sono figlie della realtà materiale e sociale in cui l'uomo vive. La società umana ha storicamente dimostrato di essere un fenomeno che si sviluppa e di avere delle leggi di sviluppo derivanti dalla sua stessa realtà materiale, in primis forze produttive e rapporti sociali. Chi critica il punto di vista secondo cui gli uomini siano macchine non sta criticando il punto di vista del materialismo dialettico, perché non lo è. Noi materialisti dialettici non sosteniamo che l'interiorità umana non abbia valore, crediamo che ce l'abbia e che il esso vada accresciuto il più possibile per creare una comunità ove l'essere umano sia il centro, il suo sviluppo spirituale e sociale sia il fine ultimo della società, ma capiamo bene che per fare ciò sono richiesti dei presupposti materiali senza ...

Il marxismo attualmente in Italia - discussioni significative di quest'epoca per i comunisti italiani

  Riporto una discussione sui social network perché si comprenda l'arretramento conseguito dai comunisti in generale in Italia nel terzo decennio del ventunesimo secolo. I nomi sono appositamente cambiati perché non ho voglia di provare a chiedergli il permesso di riportare la discussione ed anche perché se rispondessero di no la riporterei lo stesso proprio come la riporto ora con nomi di fantasia. -------------------------------------------- Carla: " Direi “cultura giudeo-cristiana”, e aggiungo che pure il pensiero socialista, compreso il filone marxista, è storicamente debitore del pensiero e della forma mentis giudeo-cristiana, come notava il filosofo scozzese Alesdair MacIntyre, che lo percepiva come una secolarizzazione del messaggio salvifico cristiano; ma non è solo la laicizzazione del pensiero cristiano, ma è intrinseco in esso un paradigma di fondo che unisce marxismo e cristianesimo (specie quello primitivo, o Urchristentum, in tedesco, cioè quello svi...

Gramsci su Trozky

"Passaggio dalla guerra manovrata (e dall’attacco frontale) alla guerra di posizione anche nel campo politico. Questa mi pare la quistione di teoria politica la più importante, posta dal periodo del dopo guerra e la più difficile ad essere risolta giustamente. Essa è legata alle quistioni sollevate dal Bronstein(che sarebbe Trozky, pseudonimo di Lev Davídovič Bronštejn), che in un modo o nell’altro, può ritenersi il teorico politico dell’attacco frontale in un periodo in cui esso è solo causa di disfatta." La storia ha dato ragione a Gramsci, la teoria torzkista ha causato esclusivamente disfatte.

Abecedario del marxismo per i pigri - Perché il socialismo di mercato

  Abecedario del marxismo per chi ha voglia solo di leggere post su facebook e non ha mai aperto un libro di economia politica marxista che è troppa fatica. IL SOCIALISMO DI MERCATO E LA LEGGE DI CORRISPONDENZA DEI RAPPORTI DI PRODUZIONE AD UN DETERMINATO LIVELLO DI SVILUPPO DELLE FORZE PRODUTTIVE Nel mondo attuale la produzione è dominata dai grandi monopoli, che sono ciò che manovra l'imperialismo, che è loro necessità, a livello militare e politico. Questi monopoli hanno tutto l'interesse a restringere l'offerta di merci, perché questo fa aumentare i profitti che riescono ad ottenere visto che a produrre queste merci sono poche aziende che bloccano l'ascesa di quelle più piccole. Fino a che la produzione sarà dominata dal capitale finanziario, dai monopoli/oligopoli, dagli accordi tra imprese per tenere alti i prezzi e restringere la produzione, allora sarà impossibile rinunciare al mezzo economico del mercato nel socialismo. Lo strumento economico del mercato permet...

Economia di Mercato e Via Socialista

Economia di Mercato e Via Socialista di Duan Zhongqiao La relazione tra economia di mercato e socialismo è divenuta un elemento di discussione tra i marxisti in ogni parte del mondo dopo il collasso del sistema socialista nell'Unione Sovietica. Questo scritto, fondato sul materialismo storico di Marx, ha provato a chiarificare due questioni: perché i paesi socialisti come la Cina devono sviluppare un'economia di mercato, e perché i paesi capitalisti sviluppati come gli Stati Uniti non possono muoversi verso il socialismo attraverso l'economia di mercato. 1.Marx sulla Relazione tra Economia di Mercato e Socialismo Cos'è un'economia di mercato? Nei lavori di Marx, il mercato coincide con la sfera di circolazione delle merci. Dal momento che l'economia mercantile consiste della produzione mercantile e della circolazione di merci, il mercato è una parte integrante...

Perché la propaganda occidentale descrive la Cina come "capitalista"? - Andre Vitchek

Pubblicato da L'Antidiplomatico Cominciamo raccontando il finale: "I mass media negli Stati Uniti, in Europa, in Canada e in Australia descrivono la Repubblica popolare cinese come “capitalista "perché "capitalista” oggi rappresenta una parolaccia. Persino le persone in Occidente vedono l '"economia di mercato" come qualcosa di losco. Definire la Cina "capitalista" significa infangare la Cina. È come dire: “I cinesi sono esattamente come noi. La Cina sta commettendo al mondo la stessa ingiustizia, gli stessi crimini che facciamo da oltre 500 anni. " L’occidente - ma in particolare la demagogia britannica e statunitense – è riuscito a raggiungere "livelli" di mortale perfezione. Hanno già condizionato miliardi di cervelli, in tutti gli angoli del mondo, costringendoli a pensare in modo uniforme e servile. Non è più solo propaganda; è indottrinamento trasformato in arte. Non fallisce quasi mai il suo obietti...

Le caratteristiche dell'imperialismo contemporaneo e la sua natura agressiva.

Pubblichiamo uno scritto di Kim Yong Il sull'imperialismo di una straordinaria attualità nonostante sia stato scritto più di 50 anni fa. Grazie a jucheitalia.blogspot.com che ha pubblicato lo scritto sul suo sito. LE CARATTERISTICHE DELL'IMPERIALISMO CONTEMPORANEO E LA SUA NATURA AGGRESSIVA 15 gennaio 1962 Analizzare e definire esattamente l'imperialismo contemporaneo e far chiarezza sulla sua natura aggressiva è di grande importanza al fine di elaborare una strategia e una tattica pertinenti per la rivoluzione di ogni paese e per la rivoluzione mondiale e per affrettare la loro vittoria. Ciò è urgente tanto più oggi che ci troviamo faccia a faccia con gli imperialisti americani e i revisionisti abbelliscono e imbellettano l'imperialismo. Marx ed Engels non hanno potuto spiegare il problema dell'imperialismo. Poiché hanno militato nel periodo del capitalismo premonopolistico, non hanno potuto vedere l'imperialismo né, dunque, discuterne. ...